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venerdì 10 novembre 2017

Plumcake BilBolBul

un dolce al cacao, ricetta senza uova

Nella borsa della spesa:
200 g di Farina 00
100 g di Fecola di patate
100 g di Cacao amaro
300 g di Zucchero di canna
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 bustina di Lievito per dolci
1 Arancia, la scorza
350 ml di Latte p.s.

Per decorare:
Zucchero a velo q.b.

Nota:
Rispetto alla ricetta classica, ho riadattato le dosi per un plumcake cotto in uno stampo da 25 x 10 x 10 cm
Si tratta di una ricetta fatta senza l’uso di uova, ottima per gli intolleranti, mantiene la fragranza e la bontà di una torta o, come in questo caso, plumcake da colazione o da fine pasto magari accompagnato con una pallina di gelato alla vaniglia.


Vi racconto il “come fare”:
In una ciotola capiente setacciate e mescolate le polveri: farina, fecola, cacao, cannella e lievito. Aggiungete lo zucchero, la scorza d’arancia ed il latte – poco per volta - e iniziate a mescolare tutti gli ingredienti aiutandovi con una frusta a mano. Ottenuto un impasto ben omogeneo, trasferitelo in uno stampo da plumcake foderato con carta da forno (oppure ben imburrato ed infarinato). Infine cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 30 minuti. A cottura ultimata, sfornate il dolce e attendete che si raffreddi prima di tirarlo fuori dallo stampo. Da freddo, decorate il plumcake con una spolverata di zucchero a velo prima di servirlo.

Un pizzico di :
Potete gustarlo da solo, con una crema, con del gelato… a fette, a cubetti, per la colazione o come dolce della domenica: è un impasto praticamente versatilissimo quello per la BilBolBul ed è un classico della pasticceria che ci arriva, indenne al passar del tempo, da colei che fù cuoca e gastronoma, Ada Boni, tra le prime a pubblicare una raccolta intitolata “Il talismano della felicità”. La Boni, nelle sue memorie gastronomiche, racconta molte ricette semplicissime spiegando trucchi e segreti a quelle che – in un secolo ormai passato – si apprestavano ai piaceri della tavola in qualità di spose… uno dei primi ricettari in lingua italiana, che ha fatto la storia, così diverso da ciò a cui siamo abituati: nessuna foto mozzafiato, nessuna tecnica spinta di “scomposizione” di ricette ormai navigate, solo i primi rudimenti e la dimostrazione che la cucina semplice, fatta di pancia e di cuore, alla fine non tramonta mai