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giovedì 12 marzo 2015

Bagel con semi di papavero

Pane di origini ebraiche nato a Cracovia, in Polonia e oggi diffuso negli Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Germania.

Ho preparato i miei bagel con lievito madre disidratato e ho impastato con l’uso del Bimby

Nella borsa della spesa:
Per il lievitino:
100 g di Latte, il mio è parz. scremato
15 g di Zucchero, il mio è di canna
35 g di Lievito madre disidratato
100 g di Farina W 260

Per il resto dell’impasto:
200 g di Acqua
50 g di Olio di semi di girasole
10 g di Zucchero, il mio è di canna
400 g di Farina W 260
7 g di Sale

Per la bollitura dell’impasto:
Acqua q.b.
1 cucchiaio da minestra di Zucchero di canna
1 cucchiaino da te di Sale

Per completare:
1 Uovo
Semi di papavero q.b.

martedì 16 dicembre 2014

Chiocciole di farro, pane farcito con pancetta e provola


Nella borsa della spesa:
500 g di Farina di Farro
200 ml di Latte
150 ml di Acqua minerale
15 g di Lievito di birra
1 pizzico di Zucchero
10 g circa di Sale
30 g di Olio evo

150 g di Pancetta coppata a fette
100 g di Provola piccante

lunedì 23 giugno 2014

Panini: semprefreschi di Kamut


Nella borsa della spesa:
500 g di Farina di kamut
200 ml di Acqua
150 ml di Latte
25 g di Lievito di birra
1 cucchiaino di Zucchero
1 cucchiaino di Sale
30 g di Olio evo
Sesamo, q.b.

lunedì 3 marzo 2014

Pagnotta con formaggio e cipolle

Pane inglese, perfetto per accompagnare insalate, affettati o zuppe

 


Nella borsa della spesa:
1 Cipolla
2 cucchiai di Olio evo
450 g di Farina bianca
6 g di Lievito di birra in polvere
1 cucchiaino di Senape in polvere
150 g di Provola semi-staggionata
50 g di Parmigiano grattuggiato
150 ml di Latte
150 ml di Acqua
Sale e Pepe nero q.b.

giovedì 19 settembre 2013

Mini panini formato oliva


Nella borsa della spesa (per circa 40 minipanini):
200 g di Farina bianca
100 g di Farina Manitoba
180 ml di Acqua minerale
1 bustina di Lievito di birra secco (circa 7 g)
5 g si Sale (circa un cucchiaino da thé raso!)
5 g di Zucchero (circa un cucchiaino da thé raso!)
1 cucchiaio di Olio evo
circa 40 Olive verdi denocciolate

domenica 12 maggio 2013

Pane: ciabatta con il Lievito Madre, lievitazione 4+4


Nella borsa della spesa:
per il rinfresco del L.M.
200 g di Lievito Madre
200 g di Farina Manitoba
100 g di Acqua tiepida
1 cucchiaino di Miele

per il pane:
300 g di Lievito Madre appena rinfrescato
500 g di Farina tipo 0 + il necessario per la spianatoia
200 g circa di Acqua tiepida
10 g di Sale



Vi racconto il “come fare”:
Rinfrescate il lievito madre impastando il vostro lievito già esistente con acqua, farina e miele, quindi lasciate lievitare per 4 ore in una ciotola coperta con un telo. In questo tempo il panetto di pasta madre raddoppierà di volume.
Siete pronti per impastare il pane: dal lievito madre appena rinfrescato pesate la parte che vi occorre per il pane, il resto lo conserverete come solitamente (io, in un barattolo di vetro a chiusura ermetica e in frigorifero), aggiungete al L.M. i restanti ingredienti e lavorate per bene, sulla spianatoia ben infarinata, fino ad ottenere un bel panetto compatto ed elastico. Lasciate l’impasto sulla spianatoia, o dentro una ciotola, coperto da un canovaccio a lievitare ancora 4 ore.
Sulla placca da forno coperta da carta da forno, disponete il vostro impasto a cui avrete dato la forma desiderata, in questo caso ho preparato una ciabatta (o pane tartaruga) su cui ho praticato tagli trasversali ad incrocio, per ottenere il reticolato che richiama il carapace delle tartarughe. Lasciate lievitare il pane almeno altri 30 minuti e intanto preriscaldate il forno a 200°C.
A forno già caldo, cospargete la superficie del pane con della farina e infornate: cuocete per 20 minuti a massima temperatura, poi riducete il forno a 180°C e continuate la cottura per altri 15-20 minuti. 


Un pizzico di :
Una miriade di pani, dalle forme diverse, rallegrano le vetrine delle panetterie in tutte le città del sud... da noi è molto mangiato il pane “mafalda”, il “semprefresco”, il “parigino”, il “pizziato” o il “torcigliato”, giusto per fare alcuni nomi, mentre meno frequente è la possibilità di imbattersi nel pane a “tartaruga”… ed ecco che, per cambiare, un bel panone tutto a quadrucci ci poteva proprio stare in questa cucina al marzapane.
Per noi abitanti della casetta, pecorella e il buongustaio, il pane con lievito madre è il pane del fine settimana, questo perché i tempi di lievitazione, ormai standardizzati in un 4 (per il rifresco) + 4 (per l’impasto) per un totale di 8 ore, in giorni lavorativi troppi gli impegni e poco il tempo libero per pasticciare, mi impediscono di impastarlo e cucinarlo in momenti diversi.
È comunque un pane che si conserva molto bene, avvolto in un canovaccio, anche per giorni sarà perfetto e comunque, se passa troppo tempo, si possono sempre fare bruschette!

venerdì 11 gennaio 2013

Rosette semintegrali di farro


Nella borsa della spesa:
300 g di Farina di Farro + il necessario per la spianatoia
200 g di Farina di Farro Integrale
250 ml di Acqua a temperatura ambiente
100 ml di Latte p.s.
1 bustina di Lievito di birra secco (circa 7 g)
10 g si Sale (circa un cucchiaino da thé)
10 g di Zucchero
1 cucchiaio di Olio EVO

Vi racconto il “come fare”:
Scaldate leggermente il latte e versatelo dentro una capiente tazza, aggiungete il lievito in polvere e lo zucchero e mescolate, lasciando poi riposare il preparato per alcuni minuti.
Al centro della spianatoia, o dentro una ciotola, miscelate le due farine al sale, quindi iniziate ad impastare con il latte e lievito. Per continuare ad impastare, versate a filo l’acqua e l’olio evo. Manipolate l’impasto fino ad ottenere un panetto liscio e non più appiccicoso sulle mani (se servisse aiutatevi con dell’altra farina spolverizzandola sulla spianatoia).
Date all’impasto la forma di una pagnotta, praticate con un coltello il classico taglio a croce e riponete l’impasto a riposare in un luogo caldo, al riparo da correnti d’aria: o sulla spianatoia infarinata, coprendo la pagnotta con un telo, o dentro la ciotola coprendo anche in questo caso con un telo.
Lasciate lievitare il vostro pane per almeno 1 ora o fino al raddoppio del volume.
Trascorso il primo tempo di lievitazione, dividete l’impasto in tante palline (otterrete circa 10 rosette) e date ad ogni pallina la forma della rosetta: con il taglia mela, praticate un’incisione sull’impasto leggermente appiattito a disco, senza tagliarlo del tutto.



Posizionate le vostre rosette così formate, sulla placca da forno foderata con carta da forno e lasciatele lievitare ancora circa 30 minuti. Intanto accendete il forno preriscaldandolo a 180-200°C. A forno ben caldo, infornate il pane e cuocete per 30-35 minuti.

Se possedete il bimby
potete procedere all’impasto come segue:
Inserite nel boccale il latte, l’acqua, il lievito, lo zucchero. Chiudete il coperchio e miscelate il tutto per 1 min. a 37°C vel.2. Aprite nuovamente il coperchio e versate le farine, il sale e l’olio, chiudete e impastate 4 minuti vel.spiga.
Per i tempi di lievitazione e la cottura, seguite la procedura come sopra descritta.

Un pizzico di :
Non poteva cominciare questo 2013, internautamente parlando, senza il profumo del buon pane fatto in casa. Tra le varie sperimentazioni e le diverse fasi che hanno visto la mia casetta al marzapane bianca di neve - al farro o al kamut - e infarinata di quel fermento che si chiama panificazione, ecco delle rosette di farro semintegrale che ho preparato "tagliando" la farina bianca con una parte integrale.



Il mio Saro ormai è morto e defunto, non ricordo più da quanto tempo non cuocio pane di grano, ne tenero ne duro, sostituito nella nostra alimentazione con Farro e Kamut. Oggi poi mi sono dedicata a metter su delle informazioni su entrambi i cereali, nel desiderio di sistemare al meglio la pagina sulle Ricette Senza, ed ho compreso nel profondo quanto sia utile incrementare l’alimentazione di noi tutti con farine più salutari: il farro è un aiuto per tutti quei problemi che affliggono l'apparato digerente, ad esempio, mentre il kamut ha ottime proprietà antiossidanti; entrambi sono più digeribili, più nutrienti e… dimagranti del grano classico! Basta per convincervi a provare? Ed allora, buon Kamut e Farro a tutti

martedì 13 novembre 2012

Il pane in cassetta di farro e mais



Nella borsa della spesa:
150 g di Lievito Madre di Farro, clicca qui per la ricetta
300 g di farina di Farro
100 g di farina di Mais, o farina Fioretto
250 g di Acqua a temperatura ambiente
10 g di Sale
20 g di Olio di semi di Mais



Vi racconto il “come fare”:
Dentro una capiente ciotola versate l’acqua, che dovrà essere a temperatura ambiente o, preferibilmente, tiepida e aggiungete il lievito madre di farro; miscelate per bene, fino a far sciogliere il lievito, ottenendo così una pastella ben soda.
Al centro della spianatoia disponete la miscela delle due farine a fontana, fate un buco al centro e iniziate ad impastare versando, poco per volta, il composto di lievito madre sciolto in acqua. Aggiungete l’olio e il sale e lavorate fino a far assorbire tutto il liquido al vostro impasto. Manipolare il panetto fino ad ottenere una consistenza liscia e non più appiccicosa sulle mani, se necessario aiutatevi spolverizzando il piano di lavoro con della farina di farro. Date all’impasto la forma di palla, praticate sulla superficie un taglio a croce e riponete la pagnotta dentro una ciotola coprendo con pellicola trasparente. Lasciate lievitare almeno 2 ore o fino al raddoppio del suo volume.
Ungete per bene una cassetta da plumcake, dal vostro impasto già lievitato ricavate 4-5 palline e posizionate queste dentro la cassetta, attaccate una all’altra. Chiudete la cassetta con apposito coperchio e lasciate lievitare ancora almeno 1 ora (meglio se di più) quindi infornate in forno già caldo, a 200°C, e cuocete per 30 minuti.

Se possedete il bimby
potete procedere all’impasto come segue:
Versate nel boccale l’acqua e il lievito madre, mescolate 1 min. vel.2. Versate adesso nel boccale le due farine, il sale e l’olio e impastate 3 min. vel. Spiga. Recuperate l’impasto e continuate a seguire la ricetta come descritto sopra per i tempi di lievitazione e la cottura del pane.




Un pizzico di :
Era da un po’ che non vi presentavo uno dei miei pani. Continuano le sperimentazioni in casa marzapane, sia nella scelta della farina, o delle farine in miscela, sia in relazione all’uso dei lieviti: lievito madre a partire da farina di grano tenero, lievito madre di farro a partire da lievito disidratato, lievito di birra secco o in panetto. Insomma, non si smette mai di metter le mani in pasta e per il solo piacere di inondare una casetta di quel buon profumo di pane.
Sa di casa, di buono, sa di famiglia, di focolare domestico e d’amore. Quando la casa profuma di cibo appena cotto in forno, è come se l’atmosfera ne gioisse e tutto fosse infuso di quella serenità domestica che non guasta mai. Adoro cucinare, si nota?
Questo pane in cassetta mi è piaciuto moltissimo, aveva un certo non sò che di nuovo, croccante, la farina fioretto regala al pane una buona consistenza ed un colore giallo sole che mi ha soddisfatto e mi sento di consigliarvela

venerdì 3 agosto 2012

Chapati, pane indiano




Nella borsa della spesa:
250 g di Farina integrale di Farro
1,2 dl di Acqua

Nota:
Così come vi ho scritto tra gli ingredienti, la farina che ho utilizzato è di Farro anche se in realtà, nella ricetta originale, si dovrebbe utilizzare farina integrale o semi integrale di frumento. Ho deciso di provare con la farina di farro per via di quelle mie intolleranze, risultato ottimo...? Ottimo!

Nota all'etichetta: Ricette Senza - Ricetta senza Grano e senza Lievito



In cucina con Pecorella:
Il mio validissimo aiuto in cucina è stato il libro “Sapori d’Oriente” che fa parte della mia biblioteca culinaria e che mi racconta di tutti quei sapori, dall’India al Giappone passando per la Cina, che tanto amo.

Vi racconto il “come fare”:
Versate la farina in una ciotola e iniziate a mescolarla con l’acqua. Potete aiutarvi all’inizio con una forchetta e quando l’acqua sarà ben assorbita potete trasferire l’impasto sulla spianatoia infarinata. Impastate e miscelate molto bene i due ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio. Lavoratelo con energia sulla spianatoia, per circa 10 minuti, in modo da ottenere una palla elastica.
Avvolgete l'impasto in un panno umido e lasciatelo riposare almeno 1 ora in un luogo tiepido e al riparo da correnti d’aria.
Trascorso questo tempo, dividete l’impasto in 10-12 palline, stendete con il mattarello sul piano infarinato ogni porzione di impasto in modo da ottenere delle “pizzette” molto sottili. Ogni disco avrà un diametro di circa 10 cm.



Ungete leggermente una tava (io ho utilizzato una padella antiaderente) con del ghee, il burro indiano chiarificato di cui vi ho già raccontato la ricetta; in alternativa andrà bene dell’olio vegetale (di semi o d’olio). Scaldate molto bene la padella e cuocete il chapati da entrambi i lati. Il pane indiano, privo di lievito, tenderà dapprima a rigonfiarsi (formando delle bolle d’aria all’interno) poi a scurirsi qua e là; a questo punto vi basterà girarlo e terminare la cottura. Va servito caldo.

Un pizzico di :
Il chapati è il pane più diffuso in India, ma anche in Medio Oriente e nell’Africa orientale, e per tale motivo viene quotidianamente preparato e mangiato da una moltitudine di persone. È una vera leccornia, paragonabile alla piadina per aspetto – un po’ anche per gusto – è un valido accompagnamento per ogni companatico; in India viene usato come accompagnamento alle zuppe, ai piatti a base di curry, ma anche solo per “pulire” il piatto dalla pietanza… un po’ come la nostra “scarpetta” sul sugo buono della mamma.



Due sere fa, io e il Buongustaio, siamo stati al nostro ristorante indiano preferito, desiderando confrontare a caldo il gusto del chapati mio con il chapati “vero”, ho provato ad ordinarlo. La titolare, una donna simpaticissima che sfoggia colorati sari e con un caldo sorriso sempre offerto ai suoi clienti mi ha osservata… dopo breve meditazione mi dice “il chapati lo trovi in India”. Ho sorriso.

La frase ci ha fatti riflettere un po’, poi abbiamo capito e interpretato. È vero che in effetti il reale gusto degli alimenti lo si può assaporare solo nel posto che ne ospita le origini (la scelta delle farine, l’acqua, la pratica manuale, fanno di certo la differenza), è anche vero che il particolare sfuggito al primo sguardo può mostrare la via…

...il ristorante “indiano” che tanto amiamo in realtà fa cucina bengalese! I proprietari, cuoco e personale, sono tutti del Bangladesh e questo fa la differenza; usi e costumi simili, ma non uguali a quelli della confinante India. Il pane che propongono è un naan che, a differenza del chapati, viene cotto nel forno tandoori mentre il chapati è cotto su una piastra di ferro chiamata tawa o tava.




Così come da ricetta riportata nel mio libro, “Sapori d’Oriente”, non ho usato che acqua e farina per preparare il chapati. Non serve lievito e non era indicato nemmeno l’uso del sale. Su questo però una nota va spesa; molte ricette in rete narrano l’aggiunta del sale all’impasto, io credo però che sia solo un riadattamento occidentale (in particolare del sud Italia) al gusto del pane che notoriamente è salato. Beh, ho preferito seguire la ricetta alla lettera. Il pane indiano non salato tende ad esaltare il gusto dei cibi… anche se chi non ama particolarmente mangiar sciapo avrà forse da ridire.

Buongustaio comment: “buonissimo, divino, mi piace però… manca il sale!!
PdM comment: “okkeeiii, la prossima volta provvedo!”

La prossima volta aggiungerò un cucchiaino raso di sale e buon appetito.
Ah, dimenticavo la fine della storia: la titolare nel coloratissimo sari mi ha ispirata, prima o poi le nostre vacanze saranno indirizzate a quella porzione di mondo che sta tra India e Bangladesh, giusto per provare con papille gustative la differenza tra l'una e l'altra cucina.
Per il momento continuerò con i miei esperimenti casalinghi di cucina dal mondo e con l'assaporare i piatti che ci porta in tavola la signora in sari di quel grazioso ristorantino, che per di più mi regala sempre a fine pasto un dolcetto


mercoledì 18 luglio 2012

Pane al farro e pomodori secchi (il filone casereccio)



Nella borsa della spesa:
500 g di Farina di Farro + il necessario per la spianatoia
200 ml di Acqua
300 g di L.M. di farro da rinfresco (ricetta)
10 g di Sale (circa un cucchiaino da thé)
10 g di Zucchero (circa un cucchiaino da thé)
30 g di Olio evo
150 g di Pomodori secchi sott’olio

Vi racconto il “come fare”:
Dentro una capiente ciotola versate l’acqua, che dovrà essere a temperatura ambiente o, preferibilmente, tiepida e aggiungete il lievito madre e lo zucchero. Miscelate per bene, fino a far sciogliere il lievito madre ottenendo una pastella ben soda.
Al centro della spianatoia disponete la farina a fontana, fate un buco al centro e iniziate ad impastare con il composto di lievito madre sciolto in acqua. Aggiungete l’olio e il sale e lavorate fino a far assorbire tutto il liquido al vostro impasto. Manipolare il panetto fino ad ottenere una consistenza liscia e non più appiccicosa sulle mani, se necessario aiutatevi spolverizzando il piano di lavoro con della farina. Date all’impasto la forma di palla, praticate sulla superficie un taglio a croce e riponete la pagnotta dentro una ciotola coprendo con pellicola trasparente. Lasciate lievitare almeno 2 ore.



Scolate bene i pomodori secchi dall’olio in cui sono conservati e tagliateli a pezzetti non troppo piccoli.
Trascorso il tempo di prima lievitazione, l’impasto dovrà essere quasi raddoppiato in volume, riprendete la pagnotta e stendetela nuovamente sul piano di lavoro quindi versate sull’impasto i pomodori a pezzetti distribuendoli in più uniformemente possibile. Ripiegate l’impasto su se stesso più volte in modo da distribuire all’interno i pezzetti di pomodoro, quindi ridate la forma di pagnotta, praticate nuovamente il taglio a croce e lasciate lievitare ancora 1 ora.
A questo punto stendete nuovamente l’impasto, arrotolatelo in modo da dar forma di pagnotta o di filone casereccio (come nel mio caso), trasferite il pane sulla placca da forno foderata di carta da forno. Praticate alcuni tagli trasversali sul filone di pane e lasciate lievitare ancora 1 ora, coprite il pane con un telo, ed intanto accendete e portate a temperatura massima il vostro forno.
A forno ben caldo, infornate e cuocete 35-40 minuti.

Se possedete il bimby
potete procedere all’impasto come segue:
Versate nel boccale l’acqua, lo zucchero e il Lievito Madre, sciogliete per 30 secondi a velocità 3.
Riaprite il coperchio e versate nel boccale la farina, il sale e l’olio e impastate 3 minuti velocità spiga.
Ottenuto il vostro impasto dategli forma di pagnotta e procedete come da descrizione sopra.



Un pizzico di :
Da bambina, mi ricordo, in questo periodo dell’anno iniziava a diffondersi nell’aria l’agre e forte profumo di pomodori essiccati al sole.
Mio padre, pur lavorando per quasi tutto il periodo estivo, ci portava in vacanza a 50 chilometri dalla città. Ci portava al mare e lui viaggiava, affogando tra caldo e sudore su quell’autostrada… eppure riusciva a mantenere la sua famiglia al mare tre mesi l’anno. Faticava, regalandoci momenti che non torneranno, che mi hanno permesso di essere più vera e più io, quella che sono oggi, che hanno arricchito il mio bagaglio già pieno di sospiri.
Il mare era meraviglioso, così come la sensazione di libertà: camminavo a piedi nudi. Non avevo ancora 13 anni e già uscivo con gli amici la sera, tornando a notte fonda… infondo ci si conosceva un po’ tutti e su quel lungomare quante vasche, era impossibile ci accadesse qualcosa perché quel paesino diveniva d’estate una grande famiglia, le strade come corridoi di casa e i davanzali delle finestre, come occhi di zie amorevoli che controllano i nipotini.
Mi divertivo.
Mare al mattino, al pomeriggio, mare sulla pelle… sole e caldo ad animare le vene e la testa pulsante d’emozioni.
Ho imparato a camminare sugli scogli, a tuffarmi, a stare ad occhi aperti in fondo al blu salato. Quante amicizie ho fatto e disfatto per quelle vie, quante cose capite, perse e trovate, assaporate, quante nascoste dentro le pieghe dell’anima sono poi riaffiorate negli anni…
E sul terrazzo di casa nostra il profumo dei pomodori secchi. Se ne occupava lui, mio padre. Nei momenti che trascorreva con noi e durante le sere afose. Lui si occupava di preparare il vino alle pesche, di essiccare ortaggi da conservare, di affettare angurie grosse come sogni da realizzare, di progettare escursioni per i fine settimana che erano ricchi di nuovi sapori.
Il sapore dei nostri pomodori difficilmente tornerà sulla mia tavola e dentro il mio pane, però mi piace ricordare…