Cerca tra le mie ...:...ricette...:...

venerdì 9 novembre 2012

Le vie del gusto: Messina è Tischi Toschi


Per le vie del gusto Messina è proprio Tischi Toschi :
La Sicilia è una terra grande e variegata, lo si riscontra nei dialetti, diversi in ogni dove, nelle distanze, nei volti della gente, a tavola, nel modo di sentire l’identità e l’attaccamento ad un lembo di mondo, la trinacria per l'appunto, negli sguardi e nelle parole, lo si avverte perfino nella geologia: l’isola più grande del mediterraneo appartiene quasi interamente alla placca africana, tranne per la parte nord-orientale – Messina a far da faro a quella “punta” - che appartiene invece alla placca euroasiatica.
Insomma, in questo micro mondo, l’isola vulcanica e triangolare, v’è una grande varietà di modi – dal percepire al vivere - che non smette di stupire.
Palermo non è simile alle sue otto sorelle, eppure porta in sé lo stesso DNA, e vanta d’esser la più grande: guarda al mare e prega rivolta verso quella montagna, Monte Pellegrino, che accoglie all’interno del tessuto urbano, come fosse un pensiero esteso volgendo il guardo all’infinito.
Messina, più piccola e contenuta, guarda alla terra ferma e non sente la solitudine dell’essere pezzo d’isola, nella certezza d’avere Reggio a vista d’orizzonte.


Ed a Messina l’accento cade su lettere diverse, rispetto che a Palermo, dove vivo, ed i gusti – su quelli culinari in particolar modo mi soffermo - si mescolano ad altro tipo di esperienze. Vanta, la città dello stretto, una gastronomia fatta, per dirne una, di favolose granite a colazione. Non comuni granite… le migliori che il palato umano possa assaporare. Così setose da sembrar gelato e con la panna a completare, ricca e vera, montata a mano e servita con spatola e pazienza, non certo con erogatori e sbuffi che rimandano al posticcio. E le brioches sono un’arte, non omologate, sembrerebbe che ogni pasticcere vi regali il proprio tocco e il “tuppo”.


E per mangiare in modo pago, per assaporare davvero quella via del gusto che ci conduce sulla rotta di Messina, il Tischi Toschi.
Sono tradizione culinaria messinese tutte le pietanze a base di pesce, dai frutti di mare al pesce stocco, e di pesce cucinato a regola d’arte può narrare vanto il gestore del Ristorantino – piccolo, ma significativo, sono circa una trentina i coperti che rendono il luogo intimo e accogliente, l’atmosfera distesa ed informale - dal simpatico quanto evocativo nome: Tischi Toschi.


Il menu è vario e il padrone di casa, Luca Casablanca, il gestore-proprietario-chef, è un vero intenditore, un cultore del buon cibo, si capisce dall’amore che ci mette nel portare in tavola non solo qualcosa di commestibile, ma di sublime; lo si capisce, ancora, nel sorriso timido e compiaciuto, grato in modo educato e non edulcorato, che elargisce quando si trova innanzi ad un avventore in estasi (come me, ad esempio) che ha voglia di comprendere nel profondo la mescolanza di ingredienti scelti con sapienza.
Il menu è vario, dicevamo, perché variano, seguendo le stagioni, le pietanze nella loro composizione. Gli ingredienti sono freschi e reperiti seguendo l’offerta di un mercato reale, non cristallizzato in un pacco surgelato.


Quando il piatto, scelto da un menu narrato a voce, arriva in tavola, cala il silenzio – come al teatro – si alza il sipario ed entra di scena il gusto, anticipato da un afrore che pervade l’intorno. Il cibo profuma, in modo inebriate.
Questo è il principale motivo che mi spinge a scrivere in modo così parziale: non si può rimanere indifferenti al percorso sensoriale, dall’olfatto al gusto in pieno soddisfatti, che ho potuto vivere al Tischi Toschi. Ve lo consiglio di cuore, se vi trovate a passare da Messina, la "porta della Sicilia", credo sia il luogo perfetto dove fermarsi (non a mangiare) a gustare uno scorcio della mia amata terra nel piatto.


Giusto! Non desidero lasciarvi la curiosità di sapere, così vi racconto il nostro pasto nelle scelte che, sia io che il buongustaio, ringraziamo di aver fatto: le polpette di finocchietto selvatico, l’antipasto che mi ha stupito per originalità, sono ottime e con un gusto deciso che si lascia ricordare; la caponata di pesce stocco, ovvero colei che mi ha fatto comprendere cosa significa iniziare un pasto da vera regina, è stata la chicca da assaporare e la consiglio vivamente a chiunque si trovi a passare dal Tischi Toschi. I primi piatti sono stati fantastici entrambi, ma il mio in modo particolare perchè ho scelto delle tagliatelle preparate con farina di carrube, condite con sarde e “mollica atturrata”, nulla di più delizioso e “nuovo”, magico sapore che desidero quanto prima riassaporare; al buongustaio sono stati serviti dei ravioli ripieni di ricotta, il cui sughino ci ha convinti e il cui ripieno ci ha narrato quel gusto tutto siculo per un latticino così presente sulle nostre tavole. Abbiamo terminato il pasto con una nota dolce, stupisce il Gelo di agrumi, al limone il mio, nel mostrare come ricco e intenso riesce ad essere l’aroma dei limoni senza aggiunte, così, puri e assoluti; il mio buongustaio ha voluto esagerare con un parfait di mandorle che sapeva di caramellato, di goloso, di appagante. Siamo stati coccolati fino al momento di andar via, non prima però d’aver assaporato un bicchierino di liquore caldo alla liquirizia.
E con la speranza di tornare presto, vola il mio pensiero a quel localino portando con se un sentito “grazie”!


Siamo stati benissimo a Messina, accolti dal buon cibo, dal buon tempo, dalla voglia di stare tra amici e da quegli stessi amici che ci hanno offerto una cena magica e una compagnia degna dell’affetto più profondo. Non vedo l’ora di rivedervi, mie cari affetti in terra di Messina, punta nord-orientale d’una porzione di mondo triangolare

mercoledì 7 novembre 2012

A scuola di pasticceria: le meringhe alla francese


Nulla di più semplice, sembrerebbe, per quel loro aspetto elegante ed estremamente essenziale. Eppure le meringhe sono state in passato un mio freno e lo sono, tutt’oggi, per molti golosi che desiderano farle in casa. 
Così quando mi è arrivata questa richiesta sulla ricetta delle meringhe, “come si fanno le meringhe? Non tralasciare nulla e non dare nulla per scontato”, mi è scattata la molla. Fa piacere essere consultata su temi culinari, è come se, dall’altro lato, il mio interlocutore mi stesse facendo un complimento, dato che amo davvero cucinare e creare tra i fornelli, ed è proprio per quell’impegno e per quella serietà che ci metto nel “far cibo” che ho preferito non buttarla lì la risposta, leggendo al volo la ricetta da una delle mie tante riviste.
Prima di rispondere all’amica che mi ha chiesto consiglio sulle meringhe, ho deciso di provarle io stessa e di non tralasciare nulla nella spiegazione.

Per la crema al cioccolato usata come farcitura, troverete qui la ricetta. Si tratta di una ganache al burro

Ne è nata una ricetta con un passo passo fotografico che può collocarsi in quella mia rubrica sulle tecniche e ricette base, così ho deciso di condividerla con voi certa che a qualcuno questo lavoro possa sempre tornare utile.
Mi sono resa conto che le meringhe così come, ad esempio, il pandispagna, sono tra quelle basi di pasticceria che diamo per scontato, che pensiamo siano alla portata di tutti, e che invece, per riuscire a meraviglia, necessitano di un pizzico d’attenzione in più per un’esecuzione e una riuscita perfetta.

Le meringhe alla francese, ovvero il tipo più classico di meringa che si conosca (diversa è infatti la meringa all’italiana, alla quale, in futuro, dedicherò un capito a parte), sono un dolce di semplice realizzazione e che si prestano a molte varianti, come l’inserimento in ricetta di scorza di limone per profumare, o di cannella, cacao, mandorle e tutto ciò che la fantasia consiglia.
Si possono mangiare semplici o farcite, piccole o grandi e dalle meringhe nascono alcune preparazioni ormai ben conosciute nel mondo della pasticceria, come la pavlona.

Meringa alla frutta realizzata preparando una base unica di meringa, farcita con un velo di marmellata e coperta di frutta fresca di stagione

Per prima cosa gli ingredienti delle meringhe classiche (o alla francese) sono solo 2: albumi e zucchero! Ma così come ho scritto più su, le varianti possono essere tante e possono servire a profumare o a colorare le meringhe.
Gli ingredienti si usano in peso, questo vuol dire che per un peso (x) di albumi, si aggiunge il doppio (2x) di zucchero.

Esempio, 100 g di albumi, 200 g di zucchero, e così via.



Ricordando questa proporzione, e due semplici regole, vi sarà facile realizzare le meringhe senza alcuna necessità di consultare un ricettario. Le regole sono le seguenti: gli albumi usati devono essere puliti, senza alcuna traccia di tuorlo e soprattutto le uova devono essere a temperatura ambiente, mai fredde! A questo punto basterà semplicemente montare a neve fermissima gli albumi, con l’aiuto di uno sbattitore elettrico, fino ad ottenere una consistenza ben soda.
Ricordate di aggiungere alcune gocce di succo di limone agli albumi prima di iniziare a montarli, per evitare così il forte odore, a preparazione finita, di uovo che altrimenti avrebbero.



Solo dopo e manualmente, con una spatola, si incorpora poco per volta lo zucchero. La spatola o leccapentole, va utilizzato con movimenti dal basso verso l’alto (altrimenti rischiamo di smontare la neve). La consistenza finale deve essere sempre spumosa (seppure un po’ più pesante) collosa e dal colore perlato (regalato dall’utilizzo di zucchero semolato, anche se c’è chi preferisce utilizzare lo zucchero a velo per la preparazione).


Con la spuma preparata si creano dunque le forme volute. Potete trasferire il composto in una sacca da pasticcere e con apposita bocchetta a stella realizzare delle “nuvolette


 ...oppure una forma unica da utilizzare come base da farcire o come base per la torta meringata.

Questa è la base che ho utilizzato per la meringa alla frutta, ha il diametro di circa 20 cm


Fatto questo, basterà accendere il forno e cuocere. Quest’operazione in verità è uno dei punti critici della preparazione delle meringhe, infatti queste vanno cotte a bassa temperatura e per lungo tempo. Un po’ come se volessimo “asciugarle” al calore del forno.
Si può procedere alla cottura in due modi:
- iniziare ad una temperatura di 140°, con le meringhe posizionate nella parte intermedia del forno, e cuocere i primi 10-15 minuti, quindi abbassare la temperatura a 100, 110° e continuare la cottura per almeno altri 40 minuti inserendo tra la chiusura dello sportello del forno un cucchiaio di legno per creare quello spiraglio necessario alla fuoriuscita del vapore;
- oppure cuocere le meringhe direttamente a non oltre 100° stando sempre attenti, dopo i primi minuti, ad lasciare aperto uno spiraglio del forno per la fuoriuscita del vapore, così cuocere da 1 ora a 1 ora e mezza.



Nel primo caso la cottura sarà più rapida, ma le meringhe tenderanno a dorarsi un po’ regalando quel buon gusto di zucchero caramellato. Nel secondo caso otterrete delle spumosissime nuvolette di un candore completo. Chiaramente, più le meringhe sono grandi, più aumenterà il tempo di cottura. Il consiglio che mi sento di darvi è di cuocere le meringhe il giorno prima, rispetto al momento in cui desiderate offrirle, e di lasciarle asciugare bene in forno anche a cottura completata.
Meringhe semplici o farcite? Io le preferisco con un cuore di ganache al cioccolato!

Questa ricetta, dolce dolce e zuccherosa, la dedico ad A. ovvero l'amica che mi ha chiesto consigli in merito... e che sò essere poi riuscita a meraviglia nella preparazione delle sue meringhe. Comunque sia, il buongustaio ringrazia calorosamente, l'occasione e la richiesta gli è stata proficua e gli ha regalato un dolce domenicale davvero inatteso.
Per servire le meringhe alla francese ho utilizzato una graziosissima alzata che lui stesso, il mio buogustaio, mi ha regalato, un piattino stile inglese montato su un piede in bronzo, vecchio almeno mezzo secolo, che si colloca tra quelle mie ceramiche d'un tempo.

In ultimo un consiglio: potete preparare le meringhe, oltre che per piacere e quindi fatte ad hoc, anche tutte quelle volte in cui, per una ricetta in cui vi si chiede l'utilizzo del solo tuorlo, vi avanzino degli albumi; questo è di certo il miglio modo per non tralasciare avanzi e non buttare mai via nulla. In più, essendo assolutamente glutenfree, potrete offrire serenamente le meringhe ai vostri amici la cui dieta non consenta l'uso di glutine




martedì 6 novembre 2012

Chef per un mese - Novembre

Per il regolamento completo clicca QUI

Cari amici blogger, siamo giunti al settimo mese di questa avventura che ci terrà appesi ad un mestolo per ben 1 anno: chef per un mese: prendi la sporta e porta”.

Sono stati proclamati i primi chef ed in particolare si tratta di:

Chef di Maggio 2012:
Angela con il suo pollo e maionese cajun
la sporta conteneva: arance, uova, sale
Intervista ad Angela
Chef di Giugno 2012
doppia premiazione:
le api del web con la loro sporta di crespelle
 Sandra con il suo timballo di riso in crosta

la sporta conteneva: riso, latte, pepe (peperoncino)

 Intervista alle 4 apine
Intervista a Sandra
 Chef di Luglio 2012:

Vale e Ely con la loro torta rovesciata
   
la sporta conteneva:farina, pomodoro, basilico
 
Intervista a Vale e Ely
Chef di Settembre 2012:

 Pasquale con i suoi tortilli seppia e crema di chiodini


la sporta conteneva: pesce, aglio, olio
Chef di Ottobre 2012:


In attesa di responso



la sporta conteneva: farina, frutta, zucchero
Novembre 2012
La sporta contiene: cioccolato!
Dicembre 2012
...la sporta conterrà?
Gennaio 2013
...la sporta conterrà?
Febbraio 2013
...la sporta conterrà?
Marzo 2013
...la sporta conterrà?
Aprile 2013
...la sporta conterrà?


Presto dalla redazione di Scelte di Gusto mi giungerà la missiva con la ricetta vincitrice per Ottobre e il nome dello chef che conosceremo in apposita intervista; sarà allora mia premura rendere pubblica la notizia.

Da oggi diamo il via alla settima sfida a tutti voi va il mio in bocca al lupo, a chi ha già partecipato invece va, come sempre, il mio personale ringraziamento! Per partecipare basta seguire poche e semplici regole e sarete anche voi in lizza per essere eletti il nuovo chef per un mese

Come? Vi basterà “prendere la sporta”, raccogliere la sfida e partecipare al concorso!

Regole di partecipazione in sunto:

chiunque voglia iscriversi alla gara, per il mese in corso, dovrà lasciare un commento a questo post con il link della ricetta entro e non oltre il 30 Novembre;

i partecipanti alla gara dovranno esporre il banner della gara stessa, linkandolo sia a questo post che al Giornale, per l’intero periodo (mese) di sfida - sotto potrete copiare il testo in html;

i partecipanti alla gara dovranno includere necessariamente nella ricetta proposta, i tre ingredienti indicati ne “la sporta di Novembre”;

ogni ricetta dovrà essere corredata da almeno una fotografia del piatto finito;

le ricette partecipanti di coloro i quali non posseggono un blog, dovranno pervenire a me via e-mail entro e non oltre il 25 Novembre, pena l’esclusione dalla competizione per il mese di pertinenza, sarà poi mia cura pubblicarle sulla home page del mio blog;

chi è già stato eletto chef per un mese, è escluso dalla partecipazione a questa manche, ma se lo desidera potrà comunque inviare ricette NON in gara che saranno incluse (con tanto di link ai blog di pertinenza) nella pagina del concorso e pubblicate nell'elenco di tutte le ricette proposte a chef per un mese (QUI);

...e cosa più importante, si può partecipare anche con ricette già pubblicate!


Testo da copiare e incollare per poter esporre il banner con relativi link:



“la sporta di Novembre” contiene:
Cioccolato cioccolato cioccolato

Come potrete leggere, questo mese la sporta è un richiamo univoco al mondo dolce, goloso, stracoccoloso del C I O C C O L A T O ! Sembra proprio che io abbia bisogno di una carezza dolce eh!?

Via libera dunque a tutto quello che di più goloso avete creato, ma la regola è che tra i principali ingredienti ci sia proprio il cioccolato: dolce, al latte, fondente; in polvere o in tavoletta, a voi l'ardua sentenza.

Raccogliamo i nostri dolcetti golosi e rammentate: valgono anche ricette già pubblicate!


Fuoco alle fiamme e che la gara abbia inizio!
(per il regolamento completo QUI)