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giovedì 15 novembre 2012

Concorso "Chef per un mese" il vincitore di Ottobre

Vince la competizione di Ottobre - per la ricetta clicca qui
Già dal mese di Maggio, Pecorella di Marzapane in collaborazione con Scelte di Gusto ha dato il via a questa raccolta di ricette intitolata chef per un mese: prendi la sporta e porta. Una sfida che ha già visto in campo, armati di mestoli e padelle, diversi contendenti, molti manicaretti gustosissimi, circa una 90ntina le ricette pervenute e tante ancora da osservare, provare, assaporare tra schermo e parole.

Facciamo il punto della situazione e proclamiamo il nuovo vincitore di Ottobre, così come da segnalazione inviatami dalla redazione di Scelte di Gusto. La ricetta premiata è quella di Francy con la sua torta streusel alle mele


Complimenti a Francy che va ad accomodarsi tra gli chef per un mese già eletti ed in particolare parliamo di:

Settembre:
Agosto, tre vincitori a ex aequo:
Luglio:
Giugno, due vincitori a ex aequo: 
Maggio:

La gara di Novembre è aperta e vi aspetta: clicca qui per presentare la tua ricetta a base di CIOCCOLATO!

e ricordate, tutte le ricette vengono pubblicate, alla sezione "ricette dei lettori" sulla rivista Scelte di Gusto
Il bando di gara è su PdM
potrai essere chef per un mese sulla rivista SdG

Tutte le ricette pervenute sono elencate, con tanto di link ai rispettivi blog di appartenenza, alla pagina dedicata al concorso:
Chef per un mese
 

martedì 13 novembre 2012

Il pane in cassetta di farro e mais



Nella borsa della spesa:
150 g di Lievito Madre di Farro, clicca qui per la ricetta
300 g di farina di Farro
100 g di farina di Mais, o farina Fioretto
250 g di Acqua a temperatura ambiente
10 g di Sale
20 g di Olio di semi di Mais



Vi racconto il “come fare”:
Dentro una capiente ciotola versate l’acqua, che dovrà essere a temperatura ambiente o, preferibilmente, tiepida e aggiungete il lievito madre di farro; miscelate per bene, fino a far sciogliere il lievito, ottenendo così una pastella ben soda.
Al centro della spianatoia disponete la miscela delle due farine a fontana, fate un buco al centro e iniziate ad impastare versando, poco per volta, il composto di lievito madre sciolto in acqua. Aggiungete l’olio e il sale e lavorate fino a far assorbire tutto il liquido al vostro impasto. Manipolare il panetto fino ad ottenere una consistenza liscia e non più appiccicosa sulle mani, se necessario aiutatevi spolverizzando il piano di lavoro con della farina di farro. Date all’impasto la forma di palla, praticate sulla superficie un taglio a croce e riponete la pagnotta dentro una ciotola coprendo con pellicola trasparente. Lasciate lievitare almeno 2 ore o fino al raddoppio del suo volume.
Ungete per bene una cassetta da plumcake, dal vostro impasto già lievitato ricavate 4-5 palline e posizionate queste dentro la cassetta, attaccate una all’altra. Chiudete la cassetta con apposito coperchio e lasciate lievitare ancora almeno 1 ora (meglio se di più) quindi infornate in forno già caldo, a 200°C, e cuocete per 30 minuti.

Se possedete il bimby
potete procedere all’impasto come segue:
Versate nel boccale l’acqua e il lievito madre, mescolate 1 min. vel.2. Versate adesso nel boccale le due farine, il sale e l’olio e impastate 3 min. vel. Spiga. Recuperate l’impasto e continuate a seguire la ricetta come descritto sopra per i tempi di lievitazione e la cottura del pane.




Un pizzico di :
Era da un po’ che non vi presentavo uno dei miei pani. Continuano le sperimentazioni in casa marzapane, sia nella scelta della farina, o delle farine in miscela, sia in relazione all’uso dei lieviti: lievito madre a partire da farina di grano tenero, lievito madre di farro a partire da lievito disidratato, lievito di birra secco o in panetto. Insomma, non si smette mai di metter le mani in pasta e per il solo piacere di inondare una casetta di quel buon profumo di pane.
Sa di casa, di buono, sa di famiglia, di focolare domestico e d’amore. Quando la casa profuma di cibo appena cotto in forno, è come se l’atmosfera ne gioisse e tutto fosse infuso di quella serenità domestica che non guasta mai. Adoro cucinare, si nota?
Questo pane in cassetta mi è piaciuto moltissimo, aveva un certo non sò che di nuovo, croccante, la farina fioretto regala al pane una buona consistenza ed un colore giallo sole che mi ha soddisfatto e mi sento di consigliarvela

lunedì 12 novembre 2012

Sarde a beccafico


Nella borsa della spesa:
1 kg di Sarde
250 g circa di Pangrattato
2 cucchiaio di passolene e pinoli
1 cucchiaio abbondante di Caciocavallo grattugiato
Olio evo, Sale e Pepe q.b.

Per la cottura in forno:
Foglie di alloro
1 Cipolla ripartita in foglie
Olio evo q.b.
Pangrattato q.b.



Vi racconto il “come fare”:
Eviscerate e diliscate le sarde, privandole della testa ma non della coda, quindi lavatele per bene e apritele a libro (vedi foto tutorial), mettetele a scolare e attendete che si asciughino.
In una capiente padella, con fondo antiaderente, mettete un filo d’olio evo e il pangrattato, portate sul fuoco e fate tostare la “mollica” fino a leggera doratura. Trasferite il pangrattato tostato in una ciotola e aggiungete passoline e pinoli, il caciocavallo grattugiato, se gradite del prezzemolo tritato (ingrediente facoltativo), aggiustate di sale e pepe e aggiungete in ultimo un generoso cucchiaio d’olio evo (extra vergine d’oliva). Mescolate bene il ripieno, in modo da far amalgamare tutti gli ingredienti.
Distendete le vostre sarde, già ben pulite e aperte a libro, sul piano di lavoro e posizionate su ogni sarda un po’ del condimento, due-tre cucchiaini, quindi arrotolate ogni sarda in modo da chiudere all’interno di esse il ripieno e formare degli involtini.



Posizionate le sarde farcite in una teglia e separate ogni pesce dal seguente con foglie d’alloro e pezzettini di cipolla. In ultimo, cospargete l’itera teglia con un velo di pangrattato e irrorate con un filo d’olio.
Cuocete in forno già caldo alla temperatura di 200°C per circa mezz’ora.

Un pizzico di :
Ah quanto adoro le sarde a beccafico!?
Devo essere sincera, mi madre cucina bene, eredità di famiglia dato che anche la nonna materna riusciva a coccolare i nostri palati, ma allo stesso tempo devo ammettere che non ama particolarmente dilungarsi tra i fornelli; ciò vuol dire che evita, se può, di imbattersi in preparazioni lunghe o complicate. Evita, se può. Questo non impedisce ne a me, ne al buongustaio, ne a mio padre, di avanzare richieste. E mentre il mio buongustaio richiede sempre la sua pasta "siciliana" preferita, io ci tento - e talvolta con successo – ad avere le mie adorate sarde a beccafico.



La preparazione che vi mostro è frutto di una richiesta accontentata. Mamma ha pulito le sarde (operazione dalla quale io ancora mi defilo) e poi è stato tutto un tripudio di colori, di sapori, di profumi, ad inondare la nostra tavola domenicale. Grazie mamma, quando me le rifai le sarduzze a beccafico?