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lunedì 5 dicembre 2011

Degustivina 2011, io c’ero ed al wine coking show? Marcello Valentino!


Poco meno di un mesetto fa Alessandra mi dice “c’è Marcello Valentino al Degustivina, venite?”. Devo ammettere che la proposta mi coglie impreparata, non conosco bene (me tapina) ne la manifestazione ne lo chef, eppure con grande entusiasmo raccolgo la palla al balzo e dico “Sì, almeno passiamo la serata insieme!
Il tempo passa in fretta, si sa, ed ancor di più se piacevolmente impiegato. Così da quella conversazione il passo è stato breve: telefono, prenoto… mi telefonano, volo a pagare i biglietti… e siamo alla serata.



Sabato 3 Dicembre ci avviamo verso l’ex deposito di locomotive Sant’Erasmo, in via Messina Marine a Palermo. Uno scenario perfetto, il luogo è ricco di magia: imponente, unico, da un lato la città che sonnecchia alla luce dei primi lampioni che si accendono, dall’altro un mare placido e caldo, uno sciabordio di onde sulla riva che invogliano alla rilassatezza di una conversazione spruzzata di vino. Siamo ad inizio Dicembre, eppure le giornate ancora non accennano a regalare soffi di brivido freddo. Fa piacere indossare stivali e cappotto, ma solo per il gusto di rispolverare il guardaroba “caldo”, non per la stretta necessità di difendersi dai morsi del gelo (l’unico siciliano che conosco davvero è quello d’anguria).


La manifestazione dentro la manifestazione, questo il menu della serata. Il luogo inizia a pullulare di passi certi, avanza la gente vero il Degustivina 2011: si tratta di una kermesse che compie 11 anni, siamo alla 12° edizione, periodo di tempo in cui ha accolto tra le sue braccia una sicilianità sempre più marcata, vera, autentico vessillo di gusto, tradizione ed eleganza. La manifestazione attrae curiosi, giornalisti, buyers, esperti di settore e molte aziende, tante le ditte che espongono il loro marchio. Un confronto diretto tra produttore, che espone, raccontando la passione e l’amore per questo mestiere, e consumatore che tra odori, sorsi e sorrisi si lascia incantare.



Il vino siciliano scorre a fiumi, fiumi dorati di uve brillanti, cresciute sotto un sol leone che concede loro aromi singolari. Baglio di Pianetto, uno dei protagonisti assaporati, recita così nei suoi manifesti: Non immaginare la Sicilia. Assaporala.
Assaporala, mi piace! Assaporala, perché questa terra ha da offrire voglia e lacrime: voglia di riscatto e lacrime di gioia per tutte quelle esperienze che lasciano i confini e connotano questa porzione di mondo con epiteti, finalmente, positivi. Si sente che amo la mia terra? Ma non è forse normale amare il proprio padre anche quando questi con te commette errori?! Amo la mia terra e manifestazioni come quella che ho vissuto mi ricordano alcuni perché dimenticati: c’è un patrimonio artistico e culturale, culinario da essere definito scrigno prezioso di perle rare.



Una di queste si chiama Marcello Valentino che, con il suo angolo di cucina mediterranea, porta in giro la Sicilia nel piatto rinnovata nell’aspetto. Definisce la sua cucina "una ventata di mediterraneo senza confini" ed io ho compreso il perché. Parla delle tecniche mentre procede ad allestire il piatto, parla dei picnic siciliani, quelli in cui la pasta al forno non può mancare – e Lui la rivisita per noi – parla del cibo da strada come di un gioiello da sfoggiare e mai dimenticare. Al wine coking show, chef executive e 13 vini in degustazione hanno animato la nostra serata. È stato bello, anche se la partenza ci vedeva proiettati verso il food e l’arrivo ci ha fatto comprendere che il wine padroneggiava sull’evento.



Abbiamo mangiato poco e bene, abbiamo bevuto tanto e meravigliosamente. Tanto che passi incerti ci hanno ricondotto all’uscio, non prima però d’aver stretto la mano a Marcello Valentino. Sul finir della serata Alessandra mi ha presentato Gialla, una ragazza bella, sorridente e vulcanica che spero di rivedere quanto prima!



Dal mio resoconto sembrerebbe una serata perfetta, eppure non è stata prima di nei. Non ho apprezzato appieno l’organizzazione e la zona riservata al wine coking show: niente affatto insonorizzata, tanto che per ascoltare lo chef era necessario drizzare le puntute orecchie elfiche (qualora in dotazione). Organizzazione che non ha peccato nemmeno nella scelta dei posti, assegnati a mio avviso con estrema parzialità. Fortuna che per una precisazione, dovuta, Alessandra ci ha condotti in seconda fila e non nel ripostiglio!
Al Degustivina via libera anche ai minorenni, temo, e non era certo il caso di guidare alticci dopo una serata del genere. Nessun controllo all’uscita, ovviamente, nessun vigile con tanto di palloncino da gonfiare per rassicurare…
In più per i non estimatori del buon vino, comprendo che i piccoli assaggi di cibo (nulla affatto bastevoli per saziare un appetito da cena) non potevano certo giustificare il costo del biglietto. Dal mio canto, ho assaporato una così variegata sfumatura di eccellenza che mi ritengo soddisfatta, lo stesso dicasi per il mio buongustaio che ha gradito notevolmente ogni singolo calice.

Da riprovare? Tutto sommato sì!

Contest di Natale, le ricette che vanno in finale!


Non smetterò mai di ringraziare tutti voi, partecipanti al mio contest, tutti coloro i quali in questo mese e spiccioli ci hanno fatto sognare davanti a piatti preparati con amore. Ricette della tradizione, ricette rivisitate, quelle storiche, familiari, che narrano di calore, di… Natale. È stata una bella avventura e sapere che il Direttore di Scelte di Gusto, Alessandra Verzera, ha apprezzato ogni singola partecipazione tanto da dare spazio a tutti quanti sul giornale, mi rende ancor più felice. Se fosse stato per me, vi avrei premiati tutti… se riuscissi a trasmettervi un emozione, vi regalerei un sorriso. E poi un caloroso in bocca al lupo alle 18 finaliste.
Sappiate che le scelte sono state effettuate seguendo i criteri scritti sul giornale (QUI), nessuna mia ingerenza perché desideravo foste tutti uguali alla partenza. Pensate che il mio adorato Buongustaio ha partecipato con un alias - Gusteau, ora posso dirvelo – e con il suo limoncello non è andato in finale. Tutte le finaliste sono state scelte seguendo questo filo: “sono state selezionate quelle ricette che presentavano carattere di originalità o di estrema tradizionalità, la cui spiegazione è stata chiara ed esaustiva ed il cui corredo fotografico è stato assai esplicativo delle fasi di preparazione. Scarsa o addirittura nessuna incidenza nella scelta e nel giudizio ha invece avuto la veste grafica dei blogs dei rispettivi autori: anche laddove è sicuramente piacevole guardare un bel blog, siamo consapevoli che ciò nulla aggiunge alla bontà delle ricette, se non una presentazione più chic. Ma in tavola, si sa, ciò che conta è la sostanza.”

Per cui ecco i nomi delle 18 meraviglie in finale: votate, votate ed ancora votate (naturalmente qui)!

Il briotoneoro di Mary del blog Il piacere del palato
I paccheri giganti con spinaci e ricotta di Fabiola del blog Olio e aceto
Il panettone con LM di Assunta del blog La cuoca dentro
La torta di rose di Suzy del blog Susy's kitchen
Il pasticcio salmonato di Francesca del blog Fimmina cuciniera
Il christmas cake di Veru del blog La cuochina sopraffina
Le pasticelle di Gioppa del blog Olio d'oliva
I ravioli al salmone con profumo di limone di Stefania del blog Nuvole di farina
Le tagliatelle con crema di gamberetti di Dani del blog Cucina libri e gatti
Le tortine di frolla con ricotta di Patrizia del blog I dolci nella mente
Il carrè di maiale all'arancia di Elena del blog Cooking Elena
Gli involtini di pesce spada e ciliegino gratinato di Giuseppe del blog dolciblei
Le linguine agli scampi di Muffins del blog Dolci idee e non solo
I cupcake con ganache all'arancia di Anna del blog Deliziando deliziando
Il risotto ai porri e pecorino di fossa di Chiara del blog Cucinando con mia sorella
L'arrosto di vitello al latte di Suzy del blog Susy's kitchen
I ravioli pere e gorgonzola di Maria del blog Cuoche si diventa
La sella di capriolo con salsa di ribes e agrumi di Nonna Paperina del blog La fattoria di Nonna Paperina

giovedì 1 dicembre 2011

La setteveli


Nella borsa della spesa:
Il pandispagna al cioccolato (preparazione con 3 uova) – clicca sulla scritta per vedere la ricetta
-> Per la base di cioccolata:
130 g di Cioccolato fondente
50 g di granella di nocciole
40 g di fiocchi di mais (io in realtà questa volta ho usato 30 g di soffiato di kamut al miele)
-> Per la bavarese:
250 ml di Latte intero
100 g di Zucchero semolato
35 g di Amido di mais
2 Tuorli
Essenza di vaniglia
8 g di Colla di pesce
75 g di pasta di Nocciole
120 g di Cioccolato fondente
500 ml di Panna da montare (il tipo fresco da banco frigo!)
-> Per la glassa a specchio:
175 g di Acqua
150 g di Panna fresca liquida
225 g di Zucchero
75 g di Cacao amaro
8 g di Colla di pesce


Utensili necessari:
  • Un anello in metallo da 24-25 cm di diametro
  • Robot da cucina (nel caso in cui la pasta di nocciole si prepari in casa. Io ho usato il Bimby!)
  • Un lecca pentole, o spatola (la mia è Le creuset)
  • Fruste elettriche o planetaria per montare la panna
  • Frusta manuale
 Per decorare:
100 g di Cioccolato bianco
Caramello (preparato con 50 g di Zucchero semolato e 1 cucchiaino di acqua)


Vi racconto il “come fare”:
Si tratta di una torta a strati la cui composizione prevede un passaggio obbligatorio in freezer. Per tale motivo vi serviranno almeno 24 h di lavoro.
Il mio consiglio è questo, preparare due o tre giorni prima il pandispagna al cioccolato secondo ricetta che troverete qui. Nel secondo giorno di lavoro potrete preparare tutto il resto e montare la torta, mentre il giorno deputato alla degustazione basterà solo tirare fuori la torta dal freezer e procedere con la “glassatura a specchio”. I setteveli della torta sono così costituiti: alla base un disco di cioccolata (1), sopra un velo di bavarese base (2), sopra ancora un disco sottilissimo di pandispagna al cioccolato (3), la bavarese alla nocciola (4), un nuovo disco sottilissimo di pandispagna al cioccolato (5), la bavarese al cioccolato (6) e per finire la glassa a specchio (7). Ma procediamo con ordine.



Giorno 1:
Prepariamo il pandispagna al cioccolato e lo lasciamo raffreddare bene, quindi lo conserviamo chiuso in una latta o dentro un sacchetto di plastica o altro contenitore che ne mantenga la fragranza. Preparando il pandispagna prima vi sarà molto più semplice in seguito tagliarlo perché la torta acquisirà una buona elasticità e tenderà meno a spezzettarsi.



Giorno 2:
Se vogliamo preparare in casa la nostra pasta di nocciole, munitevi di un buon robot a lame. Tostate in forno (basteranno circa 15 minuti a 180°C) le vostre nocciole, separate il frutto dalla pellicina scura e tritate finemente le nocciole. Continuate a tritare fin quando le nocciole stesse non rilasceranno il loro “olio” e la granella diventerà una pasta molto compatta. Per questa operazione io ho utilizzato il Bimby, alle alte velocità. Ma per chi non volesse o potesse imbattersi nella preparazione, i negozi specializzati per la vendita al dettaglio di prodotti da pasticceria saranno lieti di vendervi la pasta di nocciole già pronta.
La seconda operazione da fare sarà la preparazione della base di cioccolata: preparate sul piano di lavoro un foglio di carta da forno. Fate fondere a bagnomaria, ed a fuoco dolce, il vostro cioccolato fondente, aggiungete quindi la granella di nocciole e i cereali. Mescolate bene l’impasto e versatelo sul foglio di carta da forno. Con un secondo foglio di carta da forno coprite l’impasto e con il mattarello stendetelo bene fino ad ottenere un disco sottile mezzo centimetro (circa). Disco che taglierete a misura aiutandovi con il cerchio di metallo che desiderate usare per la composizione della torta. Nota: tagliate a misura il disco di cioccolato da caldo, poi l’operazione sarà più complicata; allontanate i ritagli e lasciate solidificare la base di cioccolato tra i fogli di carta da forno.


Prepariamo adesso la bavarese base come segue: su un pentolino portate il latte a bollore, a fuoco medio. Intanto mescolate i due tuorli con lo zucchero, aggiungete l’amido e poco per volta il latte caldo e l’essenza di vaniglia. Versate tutto nuovamente nel tegamino, portate sul fuoco a fiamma dolce e lasciate addensare per un paio di minuti. Spegnete il fuoco e lasciate intiepidire ancora un paio di minuti, intanto mettete in acqua gelata in fogli di colla di pesce. Trascorsi i due minuti, appena la bavarese si sarà intiepidita, scolate bene dall’acqua la colla di pesce e aggiungetela alla crema. Mescolate energicamente con una frusta manuale e lasciate raffreddare del tutto.
Per le due diverse bavaresi invece faremo così: montate la panna, se non già zuccherata potrete aggiungere su 500 ml circa 50 g di zucchero, a neve ben ferma. Per la bavarese alla nocciola pesate 150 g di bavarese base e aggiungete la pasta di nocciole. Con la spatola amalgamate per bene, poi aggiungete poco per volta la metà della panna montata. Poco per volta e con movimenti dal basso verso l’alto, per evitare di smontare la panna, amalgamate tutti gli ingredienti. Per la bavarese al cioccolato fate fondere il cioccolato fondente a bagnomaria e aggiungetelo a 125 g di bavarese base. Con una spatola amalgamate per bene la bavarese base al cioccolato, quindi aggiungete la restante parte di panna montata e miscelate con movimenti dal basso verso l’alto.

Adesso possiamo montare i setteveli: prendete il vostro cerchio di metallo e se preferite, per maggiore praticità in seguito nell’estrazione della torta, foderate con un anello in acetato (i classici anelli in plastica trasparenti che avvolgono le torte in pasticceria. Io in effetti NON l’ho usato!). Poggiate l’anello di metallo su un vassoio, inserite dentro l’anello di metallo il disco di cioccolato, granella e cereali. Spalmate il disco di cioccolato con un velo di bavarese base, avanzata dalle precedenti preparazioni, posizionate sopra un disco molto sottile di pandispagna al cioccolato. Continuate con la bavarese alla nocciola, inserite un nuovo disco di pandispagna al cioccolato e terminate con la bavarese al cioccolato. Con la spatola sistemate la superficie della torta in modo più omogeneo possibile. Riponete la torta nel freezer e lasciate riposare e congelare per una notte intera (almeno 8 ore!)



Giorno 3:
In ultimo rimarrà da preparare la glassa a specchio. In effetti questa glassa si può preparare anche il giorno prima e poi ravvivare eventualmente a bagnomaria, se dovesse indurirsi troppo.
Mettete dentro un pentolino l’acqua, la panna, lo zucchero e il cacao e portate sul fuoco. A bollore, spegnete la fiamma e lasciate riposare per 10 minuti. Intanto ammorbidite la colla di pesce in acqua gelata. Trascorsi i 10 minuti, strizzate bene la colla di pesce e aggiungetela alla glassa a specchio mescolando energicamente con una frusta manuale. Lasciate raffreddare fino a temperatura ambiente la glassa. A questo punto tirate fuori la torta dal freezer e toglietela dal cerchio di metallo. Se siete destrorsi (viceversa considerate la mano contraria), prendete dalla base la torta con la mano sinistra e con la destra, con l’aiuto di un mestolino, versate sulla superficie del dolce la glassa. Solo sui bordi della torta potrete aiutarvi con una spatola, mentre sulla parte superiore evitate di toccare la glassa perché rimarranno i segni. Con movimento rotatori del polso fate in modo che la glassa coli da sola coprendo per intero la torta.



Potrete decorare la vostra setteveli come preferite. Io ho realizzato dei cioccolatini fondendo il cioccolato bianco, introducendo questo in un conetto di carta da forno e giocando di fantasia. Poi ho realizzato dei “giochi” con il caramello (fate fondere sul fuoco lo zucchero con una goccia d’acqua. Prima tenderà a cristallizzarsi, poi a sciogliersi, dunque a colorarsi o caramellarsi. Da caldo, su un foglio di carta da forno, versate a filo il caramello praticando figure di fantasia e forme geometriche). Ponete la torta in frigorifero dove rimarrà fino al momento del taglio.

Un pizzico di :
Una torta davvero complicata nell’esecuzione, eppure meravigliosa e di una bontà che sa sorprendere. Circa un anno fa ho letto da Cinzietta la sua volontà di organizzare corsi, insieme alla socia Rosy, per spiegare alcune tecniche di pasticceria. Ho aderito volentieri e seguito due loro lezioni, una di queste verteva sulla setteveli.
Ho osservato Cinzia e Rosy all’opera e mi sono innamorata di questa torta che è diventata il mio pallino. Da allora l’ho preparata due volte. La prima per la mia famiglia, coppandola (me impavida) a forma di fiore. Ecco, troppo complicata la forma per una me inesperta, il risultato è stato strabiliante nel gusto, ma abbastanza scadente nell’aspetto. Ve lo racconto come incentivo a provare, perché di torta in torta mi sono accorta che la manualità cresce e che alla fine, desiderandolo, possiamo essere tutte un po’ pasticcere.



Quando, poco tempo fa, ho ricevuto un piacevole invito a pranzo, il mio pensiero è volato a lei: meravigliosa setteveli. Ho lavorato per un giorno serrato, ma sapere che la mia torta è piaciuta, ed essere rimasta soddisfatta perfino della scenografia mi spinge a volerla ripreparare ancore e ancora.

Desideravo condividere con voi una fetta e il frutto della fatica, buona setteveli a tutti!