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venerdì 27 luglio 2012

A scuola di cucina (indiana): il Ghee o ghi


Oggi prepariamo insieme il ghee o più semplicemente ghi. Questi altri non è che un burro non salato chiarificato, viene usato nella tradizione culinaria indiana, per la cucina e per la medicina ayurvedica, proprio come condimento abituale o per le fritture.

Per burro chiarificato si intende un burro privato di acqua e impurità; il ghee è il grasso più conosciuto in India, con il quale si prepara il tradizionale pane, il chapati e con il quale si friggono le buonissime pastelle di farina di ceci, i tradizionali pakora.
È più digeribile del burro comune ed è ricco di acidi grassi saturi (benefici per il nostro organismo, a differenza di quelli insaturi!), in più il ghee è ricco di vitamine liposolubili. La chiarificazione del burro allontana l’acqua, le proteine e il lattosio rendendo il prodotto finale – il ghee appunto – di qualità superiore e di più facile assorbimento a livello intestinale rispetto al semplice burro ed a molti oli di origine vegetale.



Altra proprietà validissima del ghee è l’elevata temperatura di fusione, rispetto al burro tiene meglio il calore e non “fuma” o brucia così facilmente; va benissimo per friggere e fa davvero meno male rispetto a tutti gli oli di semi che esistono in commercio. Nella cucina ayurvedica è considerato un vero e proprio elisir… di giovinezza, provare per credere!

Tutte le nostre città ospitano ristoranti esotici e supermarket stranieri; il ghee è facilmente reperibile in commercio, ma è talmente facile da preparare in casa, tra l’altro si conserva benissimo in frigorifero o dentro la dispensa al riparo da fonti di calore e da luce diretta, che mi sento di consigliarvi la fattura homemade.

L’ingrediente unico è il burro non salato, meglio se biologico, poi alcuni accorgimenti e pochi strumenti del mestiere: barattoli a chiusura ermetica, imbuti e garza (o telo) per filtrare, una schiumarola ed un tegame con fondo spesso completano il set di utensili utili alla preparazione.



Se è stato ben chiarificato, filtrato e conservato, il ghee può durare davvero tanto per cui sulle quantità da preparare regolatevi come meglio credete. Io, ad esempio, al mio primo esperimento ho provato con un pezzetto di burro (poteva essere non oltre 120 g, ciò che ho trovato in frigo in quel momento), ho preparato il mio ghee e poi con questo il pane indiano, il chapati.
Ebbene ne siamo, anche il buongustaio ha sospirato di bontà, rimasti entusiasti così tanto che la prossima volta sicuramente proverò con un bel panetto di burro da 250 g o anche più, lasciando poi il ghee - in attesa di golose ricette - ben riposto in frigorifero nel suo barattolino con tappo a vite.

Pensate che in India, per la medicina ayurvedica, più il ghee è vecchio, più è ritenuto efficace… pare esistano ghee centenari!

Se decidete di conservare in dispensa il ghee, gli accorgimenti da seguire sono – così come vi dicevo sopra – di tenerlo al fresco e al riparo da fonti dirette di luce e inoltre fare attenzione ad utilizzate sempre un cucchiaio ben pulito e asciutto per prelevare il ghee necessario alla preparazione, evitando di contaminare o “sporcare” l’intero barattolo.

Da premettere che sia io che il mio buongustaio amiamo i gusti indiani, andiamo spesso al ristorante indiano e il chapati è stata una vera scoperta (in genere al ristorante ordino il naan, altro ottimo pane indiano) e credo che senza ghee non avrebbe lo stesso gusto, anche se oggi il suo impiego nella cucina indiana è stato ridimensionato e spesso sostituito con oli di origine vegetale (cocco, sesamo, arachidi).
Credo sia un vero peccato perché oltre ad essere profumato e gustoso, il ghee è un pezzo di storia culinaria che andrebbe salvaguardata.

Ma veniamo alla sua preparazione: sminuzzate il burro e versatelo a pezzetti in una casseruola. Accendete il fuoco e a fiamma moderata lasciate sciogliere il burro, mescolando di tanto in tanto, fin quando inizierà a bollire. Non appena in superficie si è formata una schiuma bianca, abbassate la fiamma al minimo e continuate a cuocere senza più mescolare.



In questa fase l’acqua contenuta nel burro evaporerà mentre le proteine solide e gelatinose si depositeranno sul fondo della casseruola. La schiuma bianca tenderà a scurire cosicché sulla superficie del ghee si formerà una sottile pellicola color oro.



Il tempo di cottura si aggira intorno ai 30-40 minuti, poco più poco meno (tutto dipende anche dalla quantità di burro usato); non lasciate scurire troppo la pellicina color oro che si forma in superficie, altrimenti rischierete di bruciare il vostro ghee (la fiamma deve essere davvero molto bassa).



A cottura avvenuta, allontanate parte della crosticina superficiale con una schiumarola e filtrate il ghee facendolo passare attraverso un doppio velo di garza o un apposito telo.



Il ghee si presenterà liquido e dorato, non troppo scuro. Lasciatelo raffreddare bene prima di chiudere il barattolo quindi conservatelo in frigorifero o in dispensa. Al freddo il ghee solidificherà, schiarendosi ulteriormente, assumendo l’aspetto di burro cacao


Spero che la mia ricetta possa avervi ispirato mille altre preparazioni, dal pane indiano (la ricetta per il chapati QUI) alle fritture, dal condimento per i vostri risotti alla (perché no) preparazione di biscotti di frolla ghee… un grasso nobile e dal profumo di pop corn


mercoledì 25 luglio 2012

Profumi di Sicilia: il Gelato di Campagna



Nella borsa della spesa:
1 Kg di Zucchero
100 g di Acqua
50 g di graniglia di Mandorle
150 g di Mandorle intere spellate
100 g di dadolini di Frutta candita

Per decorare:
Coloranti alimentari (Rosso, Verde, Giallo)
Cacao amaro, da utilizzare per colorare di Marrone

Vi racconto il “come fare” – dalle parole dell’aurore di Profumi di Sicilia:
Unire lo zucchero all’acqua. A fuoco lento portare a cottura fino a che lo zucchero farà il classico filo, sempre rimestando. A questo punto unire la graniglia di mandorle, le mandorle intere spellate e i dadolini di frutta candita e variamente colorata. Dividere il composto in diverse parti e molto velocemente colorare con i diversi coloranti. Man mano sistemare i pezzi in uno stampo rettangolare. Porre in frigorifero a rassodare, rigirare e tagliare a fette spesse circa 1 centimetro.



Un pizzico di :
“Preparazione coloratissima ed onnipresente nelle feste popolari. È particolarmente apprezzata prechè si fonde in bocca (come un gelato, appunto) e la sua presentazione richiama l’idea di un gelato colorato che in Sicilia prende il nome di pezzu duru “.

Uno dei libri più belli, più ricchi di informazioni sulla cucina siciliana, che ho in casa è proprio Profumi di Sicilia, di Giuseppe Coria. Ho pensato al mio bel libro, finemente decorato da disegni – solo piccole stampe e nessuna fotografia, solo ricette e pochissimi fronzoli – quando il giorno del festino tutta contenta ho stretto tra le mani il mio bel pezzo di gelato di campagna; ho ipotizzato di trovare la ricetta, di potrervela raccontare e Profumi di Sicilia non mi ha deluso. Raccoglie in sé il gusto della cultura e l’amore per la mia bella isola, uno dei libri che si colloca di diritto tra gli scaffali della mia cucina e tra quelli virtuali della rubrica Biblioteca culinaria.



Il gelato di campagna è davvero onnipresente, lo mangiavo da piccola e tutt’oggi – ad ogni festa popolare , ad ogni possibile manifestazione, dal Festino alla ricorrenza di Cosma e Damiano – lo osservo sempre, coloratissimo tra le bancarelle ricche di dolciumi. Il 14 Luglio scorso l’ho voluto tra le mani, l'ho voluto far provare al mio buongustaio che non ne conosceva il gusto, che è rimasto stupito dalla dolcezza così “fondente”, liscia e piena, del pezzo di zucchero colorato simile ad un gelato… e poi ho pensato di raccontarlo pure a voi, riportandovi la ricetta che il mio libro di tipicità siciliane non manca di elencare.



Spero vi piaccia e possa allettarvi l’idea di prepararlo per i vostri bimbi


lunedì 23 luglio 2012

Chef per un mese, Luglio: la ricetta di un lettore


 (Foto e ricetta di Giacomo, lettore di PdM e SdG che partecipa alla raccolta chef per un mese Luglio)

Buon giorno e buon inizio settimana a tutti voi. Quella che vi presento oggi è la ricetta di Giacomo, un lettore che mi ha mandato in e-mail la preparazione corredata da fotografia.
Con questa sua caprese di mozzarella e pomodoro, Giacomo partecipa alla raccolta di Luglio per poter diventare chef per un mese e per concorrere alla manche finale che mette in palio un fine settimana in Sicilia offerto dallo sponsor della manifestazione, il giornale Scelte di Gusto (vedi regolamento completo)

Ma veniamo alle parole introduttive di Giacomo ed alla sua golosissima ricetta


"La mia ricetta si ispira a quella classica della tradizione italiana, la caprese di mozzarella e pomodoro. Qui viene presentata sottoforma di cheesecake salata in bicchiere, ottima come aperitivo estivo, con l'unica variante dell'uso della burrata al posto della mozzarella."

Cheesecake caprese
PER 4 PERSONE


Per la base:
100gr farina di tipo "00"
30gr nocciole;
60gr burro fuso;
1 tuorlo;
pizzico di sale;
30gr zucchero di canna;
Tritare grossolanamente le nocciole.

Fare un crumble impastando tutti gli ingredienti con il burro fuso, fino ad ottenere un composto granuloso.
Mettere il composto su una placca da forno con carta da forno e cuocere per 10min a 180°C.
Una volta raffreddato distribuire nei bicchieri.
Riporre in frigo per 15min.

Per la crema di burrata:
200gr burrata;
6 foglie di basilico fresco;
pizzico di sale;
1 cucchiaio di olio exravergine d'oliva;
100ml panna montata non dolce.

Emulsionare la burrata con l'olio e il sale ed aggiungere quindi il basilico tritato molto finemente. Montare la panna ed incorporarla delicatamente.
Riempire i bicchieri con il composto.
Riporre in frigo.

Per la copertura:
300gr di pomodori tipo piccadilly;
olio extravergine d'oliva;
sale;
2 fogli di gelatina.

Mettere la gelatina a bagno in acqua freddissima per 10min.
Frullare i pomodori con olio e sale. Filtrare il succo con un colino in un pentolino. Riscaldare e quindi sciogliervi la gelatina.
Coprire la crema di formaggio nei bicchieri, quando la copertura è quasi fredda.

Per decorare:
basilico fresco;
origano secco.

Lasciare i bicchieri in frigo per almeno 2 ore, finchè non si sarà rassodata la copertura. Decorare con basilico fresco e origano e servire.

Buon appetito!!!!
:-)

Partecipa anche tu, per vincere un week end :)