lunedì 10 gennaio 2011

Castelbuono (Pa) – Nangalarruni; Fiasconaro; Antica pasticceria del corso; Obrag il mercante

Una nuova passeggiata percorrendo il ciglio della via, per le vie del gusto, per la voglia di raccontarvi la mia terra, assaporando il nuovo, il buono, l’antico sapore di un retrò magicamente romantico e sempre in voga: Castelbuono, la meta d’una stella cadente di fine anno per salutare l’attuale appena sorto.

Natale, i vizi, i desideri, le speranze hanno lasciato spazio alla necessità di reinventarsi in questo duemila e undici d’avventure… Natale, il mio, trascorso a Castelbuono ed alla buona tavola di un Ristorante da scoprire, raccontare, da saggiare: il Nangalarruni non ci ha delusi, presidio Slow Food ha conquistato i nostri palati attenti presentandoci piatti, non alla carta per il giorno di festa, di un menù studiato per accattivare. Il costo è contenuto, la qualità trattata con i guanti, l’atmosfera è calda, accogliente, vera, mentre i profumi fanno sognare.

Ecco il nostro pasto di Natale che passando da un Antipasto di gran gusto, questa degustazione di prosciutti madoniti, monti a far corolla al luogo, e lo sformatino di patate e funghi su un letto aromatizzato al tartufo

ci ha condotti ad un primo in grande stile, con dei ravioli ricotta e verdure al ragù di castrato e funghi, per approdare su un secondo che ha saputo stupire per accostamenti tutt’altro che banali: involtino di suino nero ai funghi di bosco con purea di patate e castagne e cosciotto d’agnello ripieno al ragusano e rosmarino in salsa di fondo bruno al profumo d'agrumi.

Chi sa far del buon cibo non ha timore di accostare il proprio nome a quello di un vicino alquanto rinomato. Sul corso principale di Castelbuono, sulla strada che conduce alle porte del Nangalarruni, è d’obbligo una sosta da Fiasconaro, dove ospitalità e golosità la fanno da padrone e mai al visitatore è negato assaggio. Al nostro Ristorante, nostro sì perché vi torneremo presto, il dolce della casa, delle zeppoline ripiene di ricotta, è stato accompagnato da una fetta di panettone proprio di Fiasconaro (dal gusto posso ipotizzare fosse quello aromatizzato allo zibibbo).

Il tutto accompagnato da vini scelti che stento a dimenticare, per il pasto infatti ci è stato saggiamente consigliato un Cabernet-sauvignon, vino al quale il ristorante presto regalerà il nome, dall’anima calda e profumata.
Gli artisti del panettone, Fiasconaro, hanno poi offerto il caffè e mentre fotografavo un dolce presepe sceglievo doni dolci da portare con me a casa.

Ripresa la via, continuando a commentare il pasto degno della festa, ci siamo ritrovati innanzi all’altro punto di dolce ristoro che può vantare il centro di Castelbuono: L’Antica pasticceria del corso. Qui abbiamo trovato nuovi doni, da noi stessi degustati e approvati e la gentilezza di un padrone di casa davvero affabile… al Signor Cammarata va il mio plauso, la tortina ai frutti di bosco che mi ha consigliato era fantastica.

Ed a fianco all’Antica pasticceria del corso c’è l’ingresso per un magico giardino, per un mondo senza tempo, per quelle stanze la cui storia viene narrata in ogni oggetto.

Vi sto parlando di un negozio di antiquariato, Obrag “il mercante”, lo stesso in cui ho lasciato i pensieri varie volte nel rimirare le perle contenute in uno scrigno senza fine. L’arazzo che alberga nella mia camera da letto da oltre un anno è nato lì, così come l’arazzo che presto (consegna del corniciaio permettendo) adornerà la parete del salone.

Il mio giro per Castelbuono si chiude qui, a voi continuare sulla via e per altri luoghi dove lo spirito si rinfranca e l’amore per la terra, il mondo, gli altri, trova nuova linfa.